Action cam e 360°
Quanti punti di vista per una visita immersiva

La prima domanda che mi fanno su una visita immersiva è quasi sempre quella sbagliata: «quante foto ci vogliono?» Quella giusta sta in una riga: dove deve potersi trovare il vostro visitatore? Una visita immersiva non è un album, è un percorso fatto di stazioni. Ogni ripresa a 360 gradi crea un punto in cui lo sguardo può posarsi e girare. Quello che si conta, quindi, non sono immagini: sono posizioni dentro l’abitazione.
Un punto di vista è un posto in cui ci si può fermare
Il visitatore non si sposta liberamente: salta da una stazione all’altra, cliccando. Tra due stazioni non vede nulla. È tutta la differenza con un video, dove la telecamera avanza e si vede il percorso. Qui il percorso è una serie di salti, e ogni salto deve essere leggibile: dalla stazione di partenza si deve indovinare dove si atterrerà.
Da questa regola discende tutto il resto. Una stazione si mette dove si vede da dove si arriva e dove si può andare. In un volume alto, aperto, attraversato da percorsi, cambia tutto: lo sguardo arriva lontano e una sola ripresa basta spesso a far capire l’intero spazio.

La regola di partenza: una ripresa per stanza
Una ripresa per stanza, messa più o meno al centro, dà una visita che sta in piedi. È un minimo, non un obiettivo. In un’abitazione normale si aggiunge una stazione ogni volta che accade una di queste quattro cose.
- La stanza supera una trentina di metri quadri o è a gomito: dal centro, una parte resta dietro un muro.
- Convivono due usi: un soggiorno che fa anche da studio, una cucina aperta sul tavolo.
- La stanza ha una vista che conta. Dal centro la finestra è lontana; si mette una seconda stazione a due passi da lei.
- Ci si entra da due porte diverse. Una sola stazione non può servire in modo leggibile entrambi gli arrivi.
Questi quattro casi non si contano in metri quadri, si contano in angoli morti. Una volta sul posto, il modo di deciderlo sta in un gesto: ci si mette nel punto previsto, si gira lentamente su sé stessi e si cerca ciò che non si vede. Se resta un tratto di muro, una nicchia o una porta fuori vista, manca una stazione. Altrimenti non ne manca nessuna.
L’altezza: la variabile che si regola una volta per tutte
A parità di posizione, due altezze di ripresa non raccontano la stessa stanza. Troppo bassa, i soffitti schiacciano e i piani di lavoro diventano muri; troppo alta, si sorvola l’abitazione e questa si rimpicciolisce. L’altezza degli occhi di una persona in piedi è l’unica che dà al visitatore la sensazione di essere lì. Si regola al primo punto di vista e non si tocca più: una visita le cui stazioni cambiano altezza dà il mal di mare dopo tre salti, e nessun software lo rimedia dopo.
I tre posti che si dimenticano sempre

Il primo è la soglia: la stazione d’ingresso, presa dalla porta, di spalle alla strada. È quella che dà al visitatore la sensazione di arrivare da qualche parte, e senza di essa la visita comincia in mezzo al nulla. Il secondo è il pianerottolo. Una scala non è un corridoio: cambia livello, e un salto da un piano all’altro senza stazione intermedia fa perdere l’orientamento a chiunque. Il terzo è il disimpegno, quel quadrato di due metri che distribuisce tre porte e che nessuno considera una stanza; eppure è lì che il visitatore sceglie dove andare.
Questi tre hanno una cosa in comune: non sono stanze, sono snodi. Si saltano quando si ragiona per stanze da mostrare, e si ritrovano sempre quando si ragiona per percorso da far compiere. È anche per questo che dispongo le stazioni nell’ordine in cui qualcuno visiterebbe davvero l’abitazione, partendo dalla porta d’ingresso, e non nell’ordine in cui l’annuncio elenca le stanze.
Dove una ripresa in più diventa una di troppo
Moltiplicare le stazioni non rende la visita più ricca, la rende più lenta. Due riprese distanti un metro mostrano la stessa cosa e costringono comunque il visitatore a scegliere. Un soggiorno leggibile in un colpo d’occhio non ha bisogno di tre posizioni: ne ha bisogno di una, ben messa, e di un collegamento chiaro alla stanza successiva. Conta anche il peso: ogni stazione è un’immagine pesantissima da caricare, e una visita che arranca si chiude.

Si decide su una pianta, non in corridoio

Prima di tirare fuori qualsiasi cosa, segno le stazioni su una pianta — basta anche uno schizzo a mano libera. Ci vogliono dieci minuti ed evita i due errori classici: la stanza ripresa due volte e il pianerottolo dimenticato, che saltano fuori solo in montaggio, quando l’abitazione non è più accessibile. Una pianta permette anche di dire un numero in anticipo, e quindi di parlare dello stesso lavoro che avete in mente. È l’unico documento che chiedo quando esiste; quando non esiste, lo disegniamo insieme arrivando.
Se preparate voi la ripresa, due letture aiutano davvero: telecamera 360 o action cam per sapere cosa sa fare ciascuna famiglia di un luogo, e l’asta invisibile, senza la quale l’operatore finisce in mezzo a ogni stazione. Il lavoro vero comincia dopo le riprese: montare un video 360 dice francamente cosa chiede a una macchina. E se preferite che venga qualcuno a farlo, descrivete l’immobile in una richiesta di prestazione immobiliare: il numero di punti di vista lo fissiamo insieme sulla pianta.
Nella stessa rubrica
Action cam e 360°Insta360 X6: la prima ora in mano
Scatola aperta, resta un’ora prima della prima inquadratura. Le quattro impostazioni che contano, la scheda, gli obiettivi — e ciò che non posso ancora dirvi.
5 min di lettura
Action cam e 360°Noleggiare X6 e Pocket 4P insieme: cosa scende e cosa raddoppia
Due corpi nelle stesse date non sono due noleggi: sono un noleggio con due righe. Cosa fa scendere la scala decrescente, cosa raddoppiano le franchigie e i tre casi in cui il secondo apparecchio dorme nella borsa.
4 min di lettura
Action cam e 360°Insta360 X6 oppure DJI Osmo Pocket 4P: cosa noleggiare?
Una macchina fotografica a 360 gradi che registra tutto e inquadra durante il montaggio, oppure una macchina tascabile su gimbal che inquadra solo durante le riprese: la scelta dipende da un unico criterio.
4 min di lettura