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Droni

L’ora del volo: decide l’ombra portata

5 min di letturaL'équipe Fox Rider
Case in riva a un lago viste dall’alto, sole radente che allunga le ombre degli alberi sulla riva

Il consiglio circola ovunque, e l’abbiamo dato noi stessi in le composizioni aeree: riprendete all’alba o al tramonto. Per un paesaggio è giusto. Per un immobile è vero una volta su due, e l’altra volta dà una facciata nera e un giardino arancione.

La ragione è semplice: in un paesaggio la luce è il soggetto. Su un immobile il soggetto è un corpo posato a terra, orientato in un certo modo, che proietta un’ombra proprio su ciò che si cerca di vendere. L’ora del volo non si sceglie dunque in base al sole, ma in base a ciò che l’ombra fa quel giorno.

Che cosa fa l’ombra a un immobile

L’ombra è ciò che dà il volume. Una facciata senza ombra portata è una superficie piatta: gli sporti spariscono, i balconi si fondono, il tetto perde spessore. È per questo che un’immagine presa con il sole allo zenit appare sempre povera, benché tutto vi sia perfettamente illuminato.

Ma l’ombra ha un secondo effetto, meno noto e più fastidioso: divora superfici. Una casa alta sette metri proietta, a fine pomeriggio d’ottobre, un’ombra di venti metri. Se il giardino è da quel lato, sparisce. Si ha allora una bella luce sulla facciata e più nulla da mostrare dietro.

Tetti di edifici visti dall’alto, ombre nette delle facciate ritagliate sulle terrazze

La prima domanda: dove guarda la facciata?

Prima di parlare di orari bisogna conoscere l’orientamento della facciata principale, quella che comparirà nell’annuncio. Basta una bussola e, in mancanza, l’ombra di un palo durante il sopralluogo dà la direzione in tre secondi. Questa sola informazione determina la finestra di ripresa più sicuramente di qualunque regola generale.

Quattro casi bastano a coprire quasi tutte le situazioni, e ciascuno ha la sua trappola.

Facciata principaleLa finestra che la illuminaLa trappola del giorno
Pieno sudQuasi tutto il giornoA mezzogiorno nessuna ombra: il volume si cancella
EstLa mattinaIl pomeriggio la facciata è scura mentre il giardino brilla
OvestIl tardo pomeriggioAl mattino facciata spenta; al tramonto controluce sull’asse
NordNessuna, o quasiIl cielo coperto diventa alleato, non nemico

Complesso residenziale dalle facciate chiare visto dall’alto, prato e ombre nette degli edifici

Mezzogiorno: la trappola che sembra sicura

Mezzogiorno rassicura perché non c’è ombra fastidiosa né rischio di controluce, e perché è l’orario più facile da concordare con un cliente. È anche il momento peggiore per fotografare un edificio. Il sole verticale schiaccia i volumi, brucia le tegole chiare, annerisce gli sporti del tetto e dà a tutta l’immagine un contrasto duro che nulla recupera.

Su una veduta zenitale l’effetto è ancora più netto: senza ombra a terra non si distingue più l’altezza di un muro da quella di una siepe. La particella diventa un disegno piatto. Due ore prima o dopo, gli stessi oggetti ritrovano spessore e l’occhio capisce finalmente ciò che guarda.

L’ombra dell’edificio sul proprio giardino

È il calcolo che nessuno fa, ed è decisivo sugli immobili con esterno. Un terrazzo a nord di una casa non vedrà mai il sole; una piscina a est finirà nell’ombra dell’edificio già da metà pomeriggio in autunno. Riprendere in quel momento non è disonesto, è semplicemente inutile: l’acquirente vedrà un’acqua grigia. Riprendere tre ore prima mostra la stessa piscina come sarà usata.

Colline coltivate viste dall’alto con sole basso, ogni rilievo sottolineato dalla sua ombra

La stagione sposta tutto, regola compresa

A dicembre il sole resta basso tutto il giorno: le ombre sono lunghe dal mattino alla sera, il che dà un rilievo magnifico su un terreno e un giardino interamente in ombra su un immobile stretto. A giugno sorge a nord-est e tramonta a nord-ovest, illuminando brevemente facciate nord che si credevano condannate. La conseguenza pratica è che la buona ora di ripresa a marzo non è la buona ora a luglio, per lo stesso immobile.

Due ombre che si dimenticano

La prima è quella del drone. In veduta zenitale, con sole alto e a bassa quota, l’apparecchio si stampa in mezzo all’inquadratura: una piccola croce nera in mezzo al prato. Sparisce salendo o spostando l’asse di qualche grado, a patto di pensarci prima. La seconda è la vostra, con l’auto, la borsa e l’attrezzatura a terra: in un piano largo in discesa tutto questo entra nell’immagine, e dove si parcheggia fa parte dell’inquadratura.

Strada fiancheggiata da edifici con sole basso, lunghe ombre portate di traverso sulla carreggiata

Quando la finestra non regge

Un cielo coperto non è una giornata persa. La luce è uniforme, senza ombre dure: pessima per il rilievo di un terreno, ottima per leggere i materiali di una facciata e per una facciata a nord. Si inverte allora il programma: prima il costruito, il paesaggio un altro giorno. E bisogna conoscere il limite di fine giornata: come ricorda il nostro articolo su le autorizzazioni da firmare, la notte aeronautica comincia trenta minuti dopo il tramonto, il che rende la finestra crepuscolare molto più breve di quanto sembri.

Un’ora di scarto cambia un’immagine aerea più di qualsiasi regolazione dell’apparecchio, ed è per questo che chiedo sempre un po’ di margine sull’orario invece di una fascia fissa. Se pilota lei, la ripresa aerea di un immobile riprende il resto del tema. Se preferisce affidarmi le riprese, indichi l’orientamento della facciata e la presenza di uno spazio esterno in una richiesta in contesto immobiliare: queste due righe bastano a fissare l’ora del volo, una volta verificato che in quel luogo si può volare.

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