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Un video lungo e tre brevi, le stesse riprese

5 min di letturaL'équipe Fox Rider
Colorista seduto di fronte a tre monitor di editing, curve e vettorscopio visualizzati a sinistra.

«Ci fate anche due o tre formati brevi per i social?» La richiesta è ragionevole, è frequente e arriva quasi sempre dopo le riprese. È l’unico momento in cui è difficile soddisfarla.

L’idea che c’è dietro sembra ovvia: visto che il video lungo esiste, basterebbe ritagliarne tre pezzi. È proprio questa ovvietà a essere sbagliata, ed è meglio dirlo chiaramente che scoprirlo alla consegna.

Un formato breve non è un estratto

Un video lungo ha il tempo di ambientarsi. Comincia con un’inquadratura che mostra il luogo, lascia arrivare le persone, fa crescere qualcosa. I suoi secondi migliori sono spesso a metà, e hanno forza solo perché i due minuti precedenti li hanno preparati.

Un formato breve non ha questo credito. Comincia con la sua inquadratura migliore, altrimenti nessuno lo guarda. Non ha né introduzione né contesto: deve capirsi senza niente prima. Tagliare il centro di un video lungo dà quindi un estratto che parte a metà frase: tecnicamente un video, editorialmente niente.

Cronologia di montaggio video visualizzata sullo schermo: tracce sovrapposte e miniature delle immagini.

La conseguenza è semplice: i formati brevi hanno bisogno di inquadrature proprie. Non di altre riprese, ma di qualche ripresa in più, fatta al momento giusto, che serve solo a loro.

Che cosa bisogna aver girato perché i brevi esistano

  • Un’inquadratura d’apertura per sequenza. Larga, tenuta, senza movimento: è il primo secondo di ogni breve, ed è ciò che manca più spesso.
  • Inserti. Mani, un dettaglio, un oggetto, uno sguardo. Sono le pause che permettono di tagliare senza scatti in un montaggio di trenta secondi.
  • Inquadrature tenute otto-dieci secondi. Un’inquadratura di tre secondi si monta in un solo modo; la stessa tenuta dieci secondi si usa in tutti e quattro i montaggi, in quattro punti diversi.
  • Almeno una ripresa inquadrata in verticale. Per i momenti che non si ripetono è l’unico modo di avere un verticale che non sia un ritaglio.
  • Audio pulito su ciò che si dice. Un formato breve parlato senza microfono dedicato finisce sostituito dalla musica, e perde proprio ciò che lo rendeva utile.

Pista da ballo a una festa: un gruppo di persone balla sotto luci colorate

Quattro consegne, quattro esigenze diverse

Le durate qui sotto sono ordini di grandezza, non un listino: servono a mostrare che ogni formato chiede qualcosa di preciso alle riprese.

ConsegnaDurata abitualeChe cosa richiede durante le riprese
Il video completoDa tre a otto minutiLa continuità: arrivo, momenti forti, fine, e l’audio dei momenti in cui si parla
Il teaserDa trenta a quarantacinque secondiCinque o sei inquadrature molto forti, tenute, tra cui un’inquadratura d’apertura
Il formato verticaleDa quindici a trenta secondiRiprese inquadrate in verticale, fatte sul momento, non ritagliate dopo
L’inquadratura singolaDieci secondiUna sola inquadratura, perfettamente stabile, scelta e girata per se stessa

Letta così, la tabella dice una cosa: l’ultima colonna non esiste al montaggio. Esiste durante le riprese, oppure non esiste.

Un’osservazione sull’ordine, che spesso sorprende: conviene montare prima il breve. Un teaser montato prima del video completo obbliga a scegliere subito le cinque inquadrature che reggono la giornata, e queste diventano poi la spina dorsale del lungo. Al contrario, il teaser eredita le scelte del lungo e somiglia a un riassunto, proprio l’effetto che si voleva evitare.

La folla del festival vista di spalle, di fronte a un palco illuminato, con le mani alzate alla luce.

Perché si decide prima e non dopo

Perché il numero di montaggi non cambia solo il lavoro in sala di montaggio: cambia le riprese. Un operatore che sa di dover consegnare tre brevi oltre al video non si piazza nello stesso punto, non tiene le inquadrature così poco e lascia una videocamera libera per le riprese verticali mentre l’altra segue lo svolgimento.

C’è un secondo motivo, più prosaico: il montaggio si quota in base al tempo che richiede, e tre montaggi brevi non sono tre ritagli gratuiti del lungo. Ognuno ha il suo ritmo, la sua musica, la sua scelta di inquadrature. Annunciarli prima è semplicemente ciò che li rende possibili.

Resta il caso in cui la richiesta arriva comunque dopo, perché così va la vita. Non è persa in partenza: in una ripresa ben coperta c’è spesso materiale per un teaser onesto. Ciò che mancherà quasi sempre sono le riprese inquadrate in verticale e le inquadrature d’apertura tenute: proprio le due cose che quel giorno non costavano nulla e che dopo non si possono più fabbricare.

In un evento questo si lega alla questione del numero di punti di vista: un solo asse basta per un video lungo, raramente per quattro montaggi. La nostra guida all’attrezzatura per filmare un evento spiega che cosa porta ogni asse.

Tramonto visto dal cielo su un ampio fiume fiancheggiato da case su palafitte.

Dirlo fin dalla richiesta

La frase utile non è «ci serviranno dei formati per i social». È: «ci servono il video completo, un teaser e due verticali». La differenza tra le due è una giornata di riprese organizzata diversamente.

Per il seguito, la guida ai formati per piattaforma dice dove finirà ogni montaggio, e i programmi di montaggio gratuiti bastano ampiamente se preferisci assemblare da solo le versioni brevi.

Se organizzi una festa, un matrimonio o un concerto, di’ fin dalla richiesta quanti montaggi ti aspetti: descrivi la tua serata, e l’elenco delle consegne ti sarà confermato per iscritto insieme al preventivo, prima che venga montata la prima videocamera.

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