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Noleggiare l’attrezzatura o chiamare un operatore

3 min di letturaL'équipe Fox Rider
Operatore con giacca rossa seduto dietro una telecamera montata su un carrello, in una strada

Da quando propongo prestazioni sul posto, la domanda mi arriva spesso al contrario: «qual è meglio?». Nessuna è meglio. Noleggiare e far venire qualcuno non risolvono lo stesso problema. Il noleggio vi dà uno strumento; la prestazione vi toglie un compito. Il resto — qualità d’immagine, pixel, marca — non entra quasi mai nella decisione, perché l’attrezzatura è la stessa da entrambe le parti.

Quattro action cam e telecamere 360 allineate su fondo bianco, schermi accesi

Quattro domande, e avete la risposta

  • Sarete invitati al vostro stesso evento? Se siete lo sposo, il relatore o il padrone di casa, non filmerete. Non è una questione di capacità: sarete altrove, ed è giusto così.
  • La scena si ripete? Un immobile aspetta; ci si può tornare. L’ingresso della sposa no. Più la scena è unica, minore è il margine d’errore.
  • Chi monterà le immagini? È la voce che tutti dimenticano. Una giornata di riprese sono diverse ore di selezione, taglio ed esportazione. Se nessuno se ne occuperà, riprendere non serve a nulla.
  • C’è un punto di vista impossibile da tenere da soli? Due angolazioni insieme, la regia e la sala, una ripresa aerea mentre si filma a terra: a un certo punto servono due paia di mani.

Tre sì su quattro, e vengo

Non è un tariffario, è una regola pratica onesta. Se rispondete sì a una sola domanda, il noleggio basta ampiamente e vi costerà meno. A due, se ne discute, e spesso la risposta giusta è mista: noleggiate una telecamera per gli invitati e io vengo per le due ore che contano. A tre, la domanda non si pone più.

Persona con le cuffie davanti a uno schermo e a un microfono, su una scrivania ingombra di cavi

Il vero costo nascosto è il montaggio

È la terza domanda, ed è quella che fa più danni quando la si aggira. Ho visto schede di memoria piene restare in un cassetto per due anni, non per mancanza di voglia, ma perché nessuno aveva riservato le serate necessarie. Noleggiare costa meno che far venire qualcuno; noleggiare e non montare mai costa tutto, per nulla. Ordinare e condividere i video dopo le riprese racconta il lavoro reale dietro la parola «montaggio».

La risposta giusta è spesso mista

È la formula che propongo più spesso, e quasi nessuno ci arriva pensandoci. Si noleggiano una o due telecamere da affidare agli invitati o da mettere su cavalletto, e io vengo nella fascia che non si ripete: la cerimonia, l’apertura delle porte, il discorso, la visita dell’immobile con l’acquirente. Il resto della giornata prosegue senza di me. Non pagate un operatore per riprendere l’aperitivo, e non perdete il momento che conta.

Questa formula ha un difetto da conoscere: produce due insiemi di immagini che non si somigliano, uno girato dagli invitati, l’altro da me. Se volete un film che regga dall’inizio alla fine, ditelo già nella richiesta: è un vincolo di montaggio, e si prepara durante le riprese, non dopo.

Ciò che la prestazione non sostituisce

Non sostituisce ciò che voi sapete dei luoghi e delle persone. Io non so che vostra nonna resterà solo un’ora, né che in quella sala la luce cala di colpo alle 19. È per questo che faccio tante domande prima, ed è per questo che la lista dell’attrezzatura per un matrimonio resta utile anche quando filmo io: vi fa scrivere ciò che non posso indovinare. E non sostituisce nemmeno la voglia di fare da sé — se ce l’avete, tenetela, il noleggio esiste per questo.

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